Roland Garros: Medvedev, clamoroso ko al primo turno contro Walton. Niente semifinale con Sinner
[WC] A. Walton b. [6] D. Medvedev 6-2 1-6 6-1 1-6 6-4 L’esordio di Daniil Medvedev a Parigi si trasforma subito in un incubo, perché il russo, sempre in rincorsa, si fa sorprendere dall’australiano Adam Walton, che lo sconfigge per 6-2 1-6 6-1 1-6 6-4 in 3h e 22′. Per il russo si tratta della settima eliminazione al primo turno nella capitale francese. Non ci sarà dunque l’ipotetica semifinale con Jannik Sinner, che vede una delle più alte teste di serie della seconda parte del tabellone cadere. Il primo set è un mezzo disastro per la testa di serie numero 6, che già nel game d’apertura è costretto ad annullare palle break: il servizio entra e incide a corrente alternata, negli scambi i gratuiti sono parecchi e soprattutto l’australiano risponde spesso bene, mettendo nelle condizioni di dover rincorrere. Lo stesso ‘Meddy’ avrebbe le occasioni di scappare via, ma le spreca ed entra in un vortice negativo da cui non esce più. Dall’altra parte della rete la wild card aussie ne approfitta, per la verità senza strafare a livello di vincenti. E il risultato è un netto 6-2 in 32′ con due break, con tanto di soliloqui del moscovita che se la prende prima con sé stesso e poi si rivolge a Thomas Johansson nel suo angolo. Come per magia Daniil Medvedev torna in campo quasi rivoluzionato rispetto al primo set, come se quei minuti in panchina gli avessero portato consiglio. Tatticamente imbriglia Adam Walton, chiamandolo spesso a rete con smorzate precise e costringendolo a fare dei movimenti a cui non è abituato. L’australiano, dal canto suo, prova a rispondere con la stessa moneta, ma le sue palle corte sono pessime e quasi mai arrivano a rete. L’ex n. 1 del mondo conquista due break – pur mettendoci una vita – e rischia di sprecare tutto andando sotto 0-40 nell’ultimo game, ma non ne approfitta il suo avversario, che subisce un secco 6-1 in 41′ e decide di chiedere il medical timeout. Eppure Daniil Medvedev torna a far preoccupare a inizio terzo set, quando cambia inspiegabilmente tattica (sempre che ne abbia mai avuta una, vien da dire) e crolla totalmente sotto i colpi di Adam Walton. Per la verità l’australiano non fa nulla di trascendentale, anzi si limita a sbagliare il meno possibile. È ‘Meddy’ che torna negli inferi tennistici, sbaglia il tempismo delle palle corte e soprattutto cade in errore con troppa frequenza. E in 33′ prende un netto 6-1 con due break. Finita? Macché. Il russo sale nuovamente di colpi, sfrutta i crescenti errori del suo dirimpettaio, che continua negli alti e bassi che lo hanno accompagnato nel corso dell’intero match, e anche il quarto si chiude 6-1. Nel quinto set Medvedev parte bene: nel terzo game strappa il servizio a Walton manovrando bene con il dritto, dando l’impressione di aver ritrovato il suo tennis migliore. Passano i game e l’australiano sembra sempre più in affanno; tocca al russo rimetterlo in partita. Succede nell’ottavo game, quando Walton recupera il break grazie a una sequenza di errori di rovescio di Medvedev. L’australiano rimette in parità il set con un brillante drop shot vincente dopo uno scambio durissimo. Segue un game con diversi vantaggi, e due palle break annullate da parte di Walton. Un preambolo del gran finale, dove Medvedev commette tre errori non forzati consecutivi e consegna – con un drop shot sbagliato – la partita a Walton. Matteo Beltrami – Fabio Barera ...